l Qatar compra ancora in Italia

l Qatar compra ancora in Italia

Dopo l’acquisizione dell’Excelsior a Roma l’emiro vuole 60 hotel nel mondo nel 2026. L’ultima acquisizione in ordine di tempo riguarda l’hotel Westin Excelsior a Roma, via Veneto, acquistato per un controvalore pari a 225 milioni di euro.

Continua quindi sulla strada dello shopping di strutture alberghiere di lusso la strategia del fondo sovrano del Qatar in Italia.

Ad acquisire la proprietà è Katara Hospitality che nel nostro Paese già possiede il Gallia di Milano e Intercontinental De la Ville a Roma, storico hotel di lusso in cima alla Scalinata di Trinità dei Monti.

«La nostra strategia globale prevede di arrivare ad avere 60 hotel nel 2026 (oltre 30 entro il 2016) – spiega Hamad Abdulla Al-Mulla, ceo di Katara Hospitality dal 2011. Si tratta di alberghi storici o iconici. Per questo motivo siamo attivi in diversi Paesi come Egitto, Marocco, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Svizzera, Paesi Bassi, Singapore e Thailandia. Siamo focalizzati chiaramente anche sull’Italia. Al momento in Europa possediamo quattro hotel a Parigi, quattro in Svizzera e tre nel vostro Paese. Stiamo cercando altre opportunità per ampliare il nostro portafoglio».

Gli hotel italiani sono concentrati nelle due maggiori città, ma Al-Mulla non esclude aperture anche in location di vacanze, tutto dipende dalle opportunità che si profilano sul mercato. «L’Italia è tutta bella, dalla Sardegna (dove il fondo sovrano del Qatar, attraverso Qia-Qatar investment authority, possiede i quattro hotel di lusso della Costa Smeralda e, secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe in trattativa per cederle all’ex emiro Hamad Al Thani, in questa operazione alleato con l’Aga Khan) fino a Milano – continua l’intervistato -. Tutto dipende da quali strutture si trovano in vendita e non dal fatto che i prezzi oggi siano più convenienti di qualche anno fa».

Il fondo sovrano del Qatar non ha definito un budget da investire nel segmento dell’hotellerie, ma sceglie in base alle opportunità che si presentano nei diversi Paesi, e vanta al momento decine e decine di miliardi di dollari – dice il ceo – investiti nell’ospitalità nel mondo. Non individua nemmeno gruppi come reali competitor, perché il modello di business è così ampio che non ci sono gruppi tanto attivi nello sviluppo e nelle acquisizioni di hotel. È lo Sheraton Doha Resort & Convention hotel, da trent’anni simbolo dell’ospitalità qatariana, il modello al quale il gruppo si è ispirato, simbolo che sarà affiancato dalle Katara Towers, Lusail Marina District, in costruzione.
 
Fonte: Paola Dezza, il Sole 24 ore, 24 settembre 2015